Storia
UDITO – ASCOLTARE TESTIMONIANZE DI TEMPI PASSATI

Ostiglia si estende nel Basso Mantovano, lungo la riva sinistra del fiume Po. Le prime testimonianze umane risalgono al Mesolitico, anche se è l’Epoca Romana quella che maggiormente la caratterizza: è la città natale di Cornelio Nepote; viene citata da Tacito e Plinio il Vecchio; è porto sul Po e punto di partenza della Via Claudia Augusta, che collegava i territori dell’Impero tra la Pianura Padana e il Danubio.
A Ostiglia si succedono Goti, Longobardi e Franchi di Carlo Magno e intorno all’anno Mille, contesa tra le città di Verona, Mantova e Ferrara, si attestano tracce della Grancontessa Matilde di Canossa e del padre Bonifacio.

Nel 1151 Ermanno, Marchese di Verona, edifica il Castello, elemento di importanza strategica e oggetto di contesa. Nel 1217 passa sotto la giurisdizione di Verona e dalla seconda metà del secolo vede il susseguirsi di Scaligeri, Visconti e Gonzaga.

Nel 1569 Bernardo Tasso, padre di Torquato, viene nominato podestà. Alla caduta dei Gonzaga, tra il 1600 e la prima metà del 1800, si alternano Lanzichenecchi, Gonzaga di Nevers, Francesi di Napoleone e Austriaci.
In questo periodo Ostiglia sviluppa agricoltura, attività connesse all’acqua e un fiorente commercio, complici i numerosi percorsi fluviali.
In questo clima di sviluppo economico, edilizio e di diffusione della sensibilità culturale, crescono le cugine Strinasacchi: Regina, tra le prime donne violiniste a esibirsi in pubblico, per la quale Mozart compose la sonata K454, e Teresa, soprano che lavorò con i compositori Paesiello e Cimarosa.

Durante il Risorgimento si distinguono i patrioti ostigliesi Don Luigi Martini, parroco di Ostiglia e autore de Il Confortatorio; Ermogene Gnocchi, Ufficiale dei Mille; Antonio Arrivabene e Andrea Ghinosi, futuri Deputati; Osvaldo Gnocchi Viani, giornalista e politico.
Annessa al Regno d’Italia nel 1866, nei primi del ‘900 vede la nascita della casa editrice Mondadori: qui Arnoldo avvia la sua prima tipografia e intreccia il proprio destino con la famiglia di Tomaso Monicelli, padre di Mario.

Durante il Secondo Conflitto Mondiale subisce pesanti bombardamenti. La ripresa non è facile, ma la storia ha lasciato il pregio di un notevole patrimonio culturale e l’eredità intellettuale di numerosi ostigliesi distintisi in diversi ambiti.